GIORDANIA
ANCHE QUELLO CHE NON VI DICONO
Un viaggio itinerante che parte da un mare, il Mar Rosso, e ne attraversa un altro, il Mar Morto, sulla scia di miti, leggende e falafel store.
HAI MAI ATTRAVERSATO IL CONFINE DI UNO STATO A PIEDI?
Situata in Medio-Oriente e molto vicina all’Africa, la Giordania è facilmente raggiungibile dall’Italia con voli diretti e anche abbastanza economici.
Tutto molto banale.
Perché non valutare, invece, di entrare camminando?
Ebbene sì, arrivando da Israele potrai provare il brivido di varcare il confine sulle tue gambe.
Da Eilat, nel sud di Israele, sul Mar Rosso, si arriva direttamente ad Aqaba, pagando una tassa di uscita di 124 shekel (circa 30,30€) e una di entrata di 40JOD (circa 52€).
CONSIGLIO APPASSIONATO
Se anche volessi andare in Giordania solo per visitare i luoghi più famosi, come Petra e il deserto Wadi Rum, converrà acquistare il Jordan Pass qualche giorno prima della partenza.
Si tratta di un pass che include l’ingresso a circa 40 attrazioni turistiche e la tassa di entrata nel Paese.
Esistono tre tipi di Pass: Wonderer, Explorer e Expert, che si differenziano tra loro per il numero di ingressi consecutivi a Petra.
Troverete tutte le info sul sito www.jordanpass.jo
INFO UTILI
Partendo da Gerusalemme si può raggiungere Eilat grazie al servizio di trasporto pubblico, l’Autobus 444 ti condurrà dritto al confine, se scenderai alla fermata giusta, ovvio 🙄
Il biglietto è acquistabile alla biglietteria della stazione degli autobus, 3° piano mi raccomando, altrimenti ti ritroverai a spiegare dove stai cercando di andare al povero giornalaio, che non riuscirà a comunicare neanche con Google Translate.
INFO ANCORA PIÙ’ UTILE
Nessuno ti dirà, né un sito né un blog, che per attraversare il confine non dovrai scendere al capolinea, la Stazione Centrale di Eilat, ma a qualche fermata precedente, Rabin Border Crossing, come suggerisce anche il nome.
Ripeto, non te lo dirà nessuno. Quindi te lo dico io, prima che ti ritrovi a dover fare 5km a piedi, a ritroso, con in groppa il tuo bagaglio reso ancora più pesante da un’aria così calda e così umida, che ogni inspirazione sarà un incendio nella tua trachea.
AQABA
Il nostro viaggio in Giordania parte da Aqaba, città sul Mar Rosso, famosa per le numerose scuole di snorkeling disseminate su tutto il litorale.
Il tempo trascorso in città è stato molto breve, ma comunque sufficiente a farmi capire quale sarebbe stato l’andazzo del viaggio.
È stata una tappa di passaggio che ci ha permesso di raggiungere comodamente, il giorno successivo, la prima vera meta del viaggio: il deserto Wadi Rum. Da qui abbiamo noleggiato un’auto, una mitica Suzuki Alto che ci ha accompagnato per quasi 1000km tra deserti, aree protette, siti archeologici, riserve naturali e paesini dimenticati da dio.
Qualche considerazione:
- Gradi effettivi 38°C vs gradi percepiti 62°C
L’umidità è altissima, l’aria ti si appiccicherà addosso a tal punto che anche i climatizzatori all’entrata dei negozi sembreranno far muovere ulteriore aria calda.
Se stai pensando di visitarla d’estate, preparati a questi scenari apocalittici. - Avventurandoti per la città sarà pressoché impossibile trovare un posto in cui mangiare.
Ti sembrerà di essere in un videogioco per via della mole di neon e led dei numerosissimi negozi di abbigliamento, calzature e souvenir con tutta la merce appesa fuori, sudata anch’essa e sovrailluminata - Se la temperatura asfissiante ti farà venir voglia di liberarti di qualsiasi strato che non sia la tua epidermide, abbandona ogni velleità, soprattutto se sei donna: qualsiasi cosa tu indosserai, ai loro occhi, sarà sempre come se stessi andando in giro così come mamma ti ha fatta.
- È bandito qualsiasi gesto di affetto scambiato in pubblico, a meno che non voglia ritrovarti coinvolto in una disputa a base di insulti in lingua ignota, accusato di immoralità e quasi preso a botte.
N.B. È TUTTO BASATO SU FATTI REALMENTE ACCADUTI
WADI RUM
A seguito di qualche inconvenevole e dopo aver girato invano per tutta la città alla ricerca di un posto in cui fare colazione, si parte a stomaco vuoto per il deserto Wadi Rum, destinazione imprescindibile di qualsiasi viaggio in Giordania.
Nel tentativo di organizzare i miei due giorni nel deserto nel modo migliore possibile, ho consultato decine e decine di blog, siti internet, gruppi viaggio, indovini e santoni; tutto inutile.
Quindi io vi dirò:
- Non ti sognare di imbarcarti da solo per simpatici campeggi fai-da-te, non ti lasceranno neanche mettere il naso dentro la riserva naturale
- I beduini saranno tutti estremamente gentili e garbati, sempre pronti al elargire sorrisi e biscottini
- Non starti a fare troppi conti su quale camp prenotare, se stai puntando su una soluzione standard: i servizi offerti e le attività extra saranno bene o male le stesse. L’unica variabile potrebbe essere la bravura in cucina della tua guida, dalla quale dipenderà il tuo sostentamento nel deserto.
- Il deserto è immenso, un posticino non affollato per guardare il tramonto lo troverai sempre, magari con un the caldo, ma senza costi extra.
Se invece hai in mente suite extralusso, piscine e bagni turchi allora cerca bene!

Il deserto Wadi Rum è stato una meravigliosa scoperta, con i suoi paesaggi e i suoi colori così diversi da quelli a cui siamo abituati; ti conquista ogni volta che scalando un’alta parrete rocciosa e affacciandoti sull’immensa distesa rossa che troverai sotto ai tuoi piedi, respirerai l’immenso, l’aria pulita e la quasi completa assenza di confini. Ti sentirai minuscolo; un’infinitesima parte di un tutto più grande.
CONSIGLI UTILI:
- La temperatura nel deserto non è tanto torrida come me l’aspettavo, calda sì, ma piuttosto secca. Ma non rifiutare mai l’acqua ogni volta che te la offriranno.
- Camminare sulla sabbia non è per niente semplice, specie in salita. Per questo all’ennesima parete rocciosa ci penserai su due volte prima di avventurarti verso la cima.
- Trascorrere due giorni nel deserto ti darà la possibilità di vivere due esperienze una più bella dell’altra. Una notte al Camp in cui potrai approfittare di un materasso morbido e di una doccia rigenerante, alla quale è sempre difficile rinunciare. Un’altra notte, invece, all’aperto, con giacigli attrezzati alla perfezione e un immenso cielo stellato ad accompagnare il tuo sonno.
- Qualora le tue guide beduine te lo proponessero, accetta di fare il tour dei luoghi meno turistici e frequentati. Anche in alta stagione sarai tu e altre poche anime ad andartene in giro per quegli spazi immensi.


CONSIGLIO UTILISSIMO TRATTO DA UNA STORIA VERA
(ANCHE AI PIÙ SKILLATI CHE SI SONO PREMUNITI DI UNA E-SIM PRIMA DI PARTIRE)
Non c’è copertura di rete nel deserto; sarete solo tu, i cammelli e i beduini.
Avvisa preventivamente la tua famiglia prima che tua madre faccia partire telefonate all’ambasciata italiana di Aqaba scongiurando il tuo coinvolgimento nell’esplosione di una bomba.
La bomba in questione è scoppiata dieci anni prima, ma lei non riceve tue notizie da ben due giorni, e non se ne renderà conto.
Ad ogni modo l’ambasciata non la rassicurerà smentendo questa fake news (o old news) ma dirà soltanto “tranquilla signora, saranno nel deserto, fanno tutti così”.
STRADA DEI RE
Per raggiungere Petra continuerai a salire verso nord e per farlo avrai due opzioni: la comodissima Desert Highway e l’avventurosa King Highway.
La strada dei re che da Aqaba attraversa tutto il paese fino a Madaba, è osannata da tutti come incredibilmente spettacolare e suggestiva.
Le strade in Giordania sono piene di posti di blocco, soprattutto nelle zone più vicine al confine.
Non aver timore, appena gli dirai che sei italiano inizieranno a scimmiottare il tuo accento augurandoti una buona vacanza. Ci saremo fatti una nomea di persone estremamente simpatiche qui giù, chi lo sa.
Ai bordi della strada troverai tantissime persone zaino in spalla e valigie alla mano, ferme come ad aspettare un autobus che tutti sanno non arriverà mai, tranquillo stanno solo facendo l’autostop.
Noi ci siamo imbattuti in una simpatica avventura, anzi, lei si è imbattuta su di noi, piombandoci letteralmente in macchina: un ragazzo giordano, che non appena abbiamo iniziato a rallentare, si è subito fiondato sul sedile anteriore con le sue borse e con un sorriso larghissimo.
Classica tiritera “English?”, “No, Italians”, “Ah, italiano. Welcome to Jordan”.
Benvenuti in Giordania, l’unica frase che il nostro autostoppista sapeva formulare in inglese e che ripeteva a mo’ di cantilena.
Il viaggio è proseguito tranquillo tra strade di montagna, curve, salite, macerie e le foto dei cammelli che il nostro giovane amico, mostrandoci dal suo smartphone, giurava di possedere.
Raggiungiamo Petra e fin qui l’unica cosa effettivamente spettacolare l’abbiamo trovata a tutti i piccoli punti di ristoro che sbucavano strada facendo: “vista spettacolare” così diceva la cartellonistica.
PETRA

Petra è un famoso sito archeologico nel deserto sudoccidentale della Giordania, caratterizzato da tombe e templi scavati nelle pareti di arenaria rosa, da cui deriva il suo nome di “città rosa”.
Patrimonio dell’UNESCO, una delle sette meraviglie del mondo moderno, le aspettative sono estremamente alte.
Avendo optato per la tipologia di Jordan Pass che prevedeva due ingressi consecutivi al sito, siamo entrati nel parco archeologico nel tardo pomeriggio, poco prima della chiusura, intenzionati a fare un veloce giro di perlustrazione, per poi visitarla con calma la mattina successiva alzandoci di buon’ora, per evitare la ressa, come suggeriscono siti e blog.
DAL MIO DIARIO SU PETRA:
- Qualsiasi buon proposito ti prefisserai, sarà inutile, gli eventi prendono poi sempre una piega diversa.
- Se non hai optato per una guida certificata, una mole indefinita di ragazzetti, uomini attempati e bambini ti offriranno i loro servizi di guida turistica, giri a cavallo, selfie con cammello, scorciatoie segrete e foto artistiche da postare sui tuoi social, il tutto a prezzi non molto convenienti.
- Accettare non è mai la scelta giusta, ma se alla fine cedi, preparati a combattere, pretenderanno una copiosa mancia per ogni volta che strappandoti il telefono di mano inizieranno a scattarti fotografie in cui a uscire bene saranno le pareti rocciose dietro di te e i tuoi piedi.
- Quando ti dicono che raggiungerai il tesoro in mezz’ora non dargli retta, a meno che il tempo qui non scorra in maniera mooolto lenta.
Petra è spettacolare, non vi è alcun dubbio.
L’idea che più di 2000 anni fa sia stato realizzato tutto questo in un territorio tanto arido e angusto è strabiliante. Ti incanterai ad ammirare queste immense costruzioni, quest’ingegno smisurato che ti farà quasi venire i brividi, perché in fin dei conti la Storia non smette mai di sorprendere.
Però, e c’è un però, a mio avviso la sacralità del sito viene un po’ meno quando camminando (o correndo come nel nostro caso) ti ritroverai ad affiancare un caos di bancarelle, chioschetti, bar e ristoranti, in cui si può addirittura pagare col bancomat.
L’incanto e il disincanto, ma anche in questo sta il bello, no?
Malgrado tutti i consigli che potrai trovare online, per arrivare al Tesoro e poter godere di un Siq silenzioso e solitario, non servono necessariamente le levatacce, gli orari vicini alla chiusura pomeridiana sono perfetti.
MAR MORTO

Di nuovo in viaggio verso la prossima tappa.
Abbiamo optato per un piccolo pit stop sul Mar Morto, il punto più basso del mondo sulla terraferma, circa 400m sotto il livello del mare.
Questo grande lago salato, le cui acque da un lato bagnano Israele e dall’altro la Giordania, farà da cornice a languidi tramonti e a giornate di tintarella purtroppo poco riposanti.
Se vorrai goderti una giornata di “mare” tranquilla e spensierata, allora dovrai optare per i bagni attrezzati che troverai salendo verso nord. Chi come noi invece, ama il brivido e l’avventura, può fermarsi in qualsiasi punto lungo la strada.
CONSIGLI UTILI:
- Armati di un paio di scarpe chiuse, perché la strada verso il mare è in discesa e lastricata di detriti; col caldo le ciabatte diventano scivolose e il suolo cocente, così ogni tuo passo potrebbe essere l’ultimo.
- L’acqua è salatissima quindi preparati a sentir bruciare ogni angolo della tua pelle, ma resisti, se hai fantasia in acqua escono foto molto carine.
- Dovunque ti fermerai assicurati ci sia la possibilità di fare una doccia appena risalito, o non vorrai essere nella tua pelle
- Qualora fosse possibile lavarsi, se sei donna copriti subito, la strada è trafficata e evitare blitz e retate è sempre la soluzione migliore.
WADI MUJIB
Il Wadi Mujib è la riserva naturale più bassa del mondo, dal 2011 Patrimonio dell’UNESCO.
Si tratta di un grosso canyon profondo 500m e lungo 4km, creatosi a seguito di un lungo processo di spostamenti della terra che ha portato alla creazione delle attuali gole. Da qui si snodano diversi sentieri escursionistici tra i quali poter scegliere per vivere una mezza giornata all’insegna dell’avventura.

I percorsi trovati in precedenza sul sito ufficiale www.visitjordan.com , infatti, sono quattro: il Siq, il Canyon, il Malaqi e l’Ibex Trail, tutti con caratteristiche e durata differenti, per permettere ai visitatori di scoprire ogni angolo di queste incredibili gole.
Malgrado la mia buona volontà non posso fornirti ulteriori info, una volta raggiunto il Mujib Adventure Center, punto dal quale iniziano tutti i sentieri, abbiamo scoperto che l’unico disponibile per quel periodo era il Canyon. E Canyon sia!
MA IN COSA CONSISTE?
IL Canyon Trail si estende lungo tutta la gola e ha una durata di circa 3 ore.
Così, armati delle nostre scarpe da ginnastica (imprescindibili), di un abbigliamento comodo e traspirante (NO pantaloncini di jeans), di una GoPro per riprendere le mie cadute più esilaranti, un giubbotto salvagente così logoro e sfilacciato che probabilmente risaliva anch’esso alla creazione del canyon e di una sacchetta impermeabile che ci è stata praticamente imposta (ma di cui potete tranquillamente fare a meno, lasciando tutto in macchina), ci dirigiamo verso il fiume.
L’acqua che arriva più o meno alla vita non è particolarmente fredda, ma considerevolmente piena di alghe che si avvinghieranno alle tue scarpe, alle tue caviglie e ai tuoi calzini. Avanziamo così, nel tentativo di schivare persone poco allenate, fino a raggiungere il fondo della gola, che termina con una potente cascata, motivo per il quale il viaggio di andata è stato così particolarmente faticoso: abbiamo camminato controcorrente, aggrappati a corde e scalette inchiodate alle pareti, perennemente in bilico e con gli scivoloni dietro l’angolo.
Al ritorno invece, potrai placidamente stenderti in acqua e lasciarti condurre dalla corrente, sarà estremamente rilassante, non fosse che poi dovrai trovare il modo di togliere le alghe anche dai capelli.
MADABA
Distante solo 45km dal Wadi Mujib, Madaba ci è sembrata la tappa successiva perfetta dopo una mattinata alle prese col Canyon Trail: doccia imminente!
La città dei mosaici presenta dei piccoli siti archeologici visitabili gratuitamente se muniti di Jordan Pass. Chiese e resti di antiche ville sono disseminati sul suo territorio, con un centro tutto pieno di botteghe artigiane e di mosaicisti (!?) provetti.
Una delle cose che più ha attratto la mia attenzione è stato il gran numero di negozi di scarpe, calzature e ciabattini presenti lungo la strada; e cosa ancor più bizzarra era il modo in cui esponevano i loro prodotti: appesi ed impilati come caschi di banane.
Sarà un’usanza locale, chissà 🤷♀️
JERASH
Dopo Madaba optiamo per una piccola deviazione a Jerash, la Pompei d’Oriente.
L’antica Gerasa, roccaforte romana dal 64 a.C e poi conquistata dagli arabi nel 636 d.C , cadde in rovina nel 1747 a seguito di un terremoto devastante che fece sprofondare la città nel dimenticatoio per interi secoli, fino al 1900, anno della sua riscoperta archeologica.
Oggi è il secondo sito più visitato in Giordania, subito dopo Petra, grazie all’innegabile valore storico e artistico di ciò che è ancora visibile della grande civiltà romana: il Foro, il tempio di Zeus, l’Arco di Adriano, l’Anfiteatro, strutture che vantano un discreto stato di conservazione e che rendono Jerash un sito archeologico che potenzialmente potrebbe dare tanto. Non fosse che la manutenzione e la gestione lascino un po’ a desiderare.
Sarà che ho l’incredibile capacità di visitare i luoghi sempre nei momenti meno opportuni, ma il mio ricordo di Jerash è legato ad una M di McDonald’s gigante, a una serie infinita di stand e banchetti e a metal detector in disuso piazzati nei posti meno adatti.
CONSIGLIO di visitarla con una guida perché nessun cartello indicherà cosa stai guardando.
AMMAN
Ultima, non per importanza (o forse si?!) meta del nostro viaggio è proprio la capitale, Amman.
Arrivarvi da sud ti darà una strana sensazione: dopo aver guidato tra distese desertiche, montagne rosse, montagne rosa, laghi salati e piccoli centri abitati, ora ti ritroverai su una strada in discesa che va verso grattacieli e palazzoni.
È il concetto stesso di grande città a destabilizzare dopo giorni in cui l’unica costante è stata la presenza indiscussa della natura. L’effetto che fa Amman, a vederla da fuori, infatti è proprio questo. Più ci si avvicina, più ci si rende conto che la modernità è solo una facciata, per lo più estetica e tendenzialmente verticale, a coprire un’antichità che si interseca per bene con le caratteristiche proprie di questo popolo.
Imperdibili in città sono:
- la Cittadella. Sorge su una collina e rappresenta le radici più antiche di Amman, con le colonne del Tempio di Ercole che si stagliano alte e possenti su una città che si allarga tutta ai suoi piedi; la vista da qui è magnifica, soprattutto al tramonto.
- Il Teatro greco-romano. Immenso e altissimo, sorge nel cuore della città bassa. Salendo fino all’ultima delle sue gradinate ti sentirai una formichina, un po’ per via dei gradini, smisuratamente alti; un po’ per quella strana sensazione che ti prende quanto ti rendi conto che “siamo dei bambini sulle spalle di giganti”.
TRAPPOLA PER LE ALLODOLE invece la stra fotografata Rainbow Street, che negli ultimi tempi sta spopolando sulle pagine social della Giordania. È una strada senza dubbio molto carina e animata per via dei numerosi locali e ristorantini che vi si trovano. Quello che avrai visto in foto, tante decorazioni tutte colorate penzolanti sulle teste dei passanti, è solo un piccolissimo tratto di un vicoletto che sbuca su Rainbow Street. La strada per raggiungerla è tutta in salita, se sei a piedi non ne varrà la pena, almeno non per scattare solo una fotografia.
PILLOLE DI VIAGGIO
Come ho già detto Amman è stata l’ultima tappa del nostro viaggio itinerante, o viaggione come piace chiamarlo a noi, il suo aeroporto infatti è collegato con voli diretti da e per l’Italia.
Ora però, vorrei lasciarti qualche piccolo appunto sulla base di quella che è stata la mia esperienza, di cui non ho ancora detto nulla.
1. I giordani non fanno colazione, o almeno non fuori casa.
Se al mattino appena sveglio sarai attanagliato dai morsi della fame peggio per te. In giro troverai tanti coffee shop in cui potrai sorseggiare degli ottimi Nescafé annacquati, ma di mangiare non se ne parla proprio.
2. Se sei italiano diventerai il beniamino di tutti, anche della polizia, anzi, soprattutto della polizia.
E così i tuoi documenti non verranno mai controllati, ma sarai sempre rilasciato con un occhiolino e salutato con un soave “welcome to Jordan”.
3. Nell’orbita di Petra sentirai parlare anche di Little Petra. Come ogni cosa che è little, consiglio di vederla prima del sito patrimonio UNESCO. Pericolo: delusione dilagante.
4. Ai chioschi e alle piccole attività di ristorazione sono tutti estremamente gentili, nell’attesa ti offriranno sempre qualcosa da sgranocchiare.
5. Costante del tuo soggiorno saranno i mitici Falafel, polpette a base ceci che mangerai nel pane, nelle piadine, nelle insalate, col riso, con la carne o a mo’ di patatine.
6. I dolci in Giordania, come nella maggior parte dei paesi di tradizione araba, sono imbevuti di miele, pieni di frutta secca e zuccherosi in modo disumano. Mi raccomando, vacci piano.
7. I mercati, si sa, sono sempre un luogo estremamente affascinante, pregni di vita, di profumi e di colori tutti particolari. In Giordania saranno anche pieni di patatine in busta. Sì, patatine in busta, hai capito bene. Ma vendute sfuse, come la frutta secca.
8. Ultimo consiglio, forse quello da cui potrai trarre più spunto.
Volendo organizzare un viaggio a tappe, sarebbe più giusto percorrere la nazione da nord verso sud. Per un semplice motivo: poche cose dopo Petra e il Wadi Rum (entrambe a sud) riusciranno a sorprenderti così tanto. Visitarle per ultime farà si che il tuo viaggio sia un crescendo di stupore e meraviglia che raggiunge il suo apice nel momento in cui finisce. Lasciandoti la sensazione che lo faccia così, sul più bello.
WILD KYRGYZSTAN
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